Articoli e recensioni

L’Origine del Male recensito dal giornalista Aldo Belli.

“Un interessante, e ovviamente piacevole, giallo che entra a pieno titolo nel catalogo dei migliori scrittori gialli italiani contemporanei.”

TOSCANA TODAY giornale Web direttore responsabile ALDO BELLI.

Firenze

Gennaio 18, 2019

ALESSANDRO PUGI “L’ORIGINE DEL MALE”. ROMANZO GIALLO (recensione). IL 19 GENNAIO PRESENTATO A PORTOFERRAIO

UN ELBANO CON LA PENNA DA AUTENTICO SCRITTORE DI GIALLI. AL CENTRO DE LAUGIER DI PORTOFERRAIO, SABATO 19 GENNAIO ORE 17.00

Ho scoperto Alessandro Pugi e il suo ultimo libro L’Origine del Male  (luglio 2018) grazie a Nino e Alessio, della CTL di Livorno che l’ha pubblicato, la casa editrice livornese è impegnata da tempo nella ricerca di nuovi autori, in occasione di una mia visita alla stamperia, una gestione familiare con il passaggio di mano delle generazioni. Nel caso di Pugi è innegabile, come si dice, l’ottimo acquisto nella scuderia.
Pugi è un elbano del 1972, nato a Portoferraio, esordiente nel 2010 con il romanzo The Spanners; nel 2012 pubblica Il colore del cielo, è finalista al premio internazionale Città di Castello; due anni dopo esce con il romanzo Il tredicesimo zodiaco, quindi La sottile linea del destino e Il cercatore di stelle; Come il volo di una farfalla (2017) rientra tra i finalisti del premio nazionale Regione Abruzzo.
Un particolare interessante, sempre a proposito dell’autore: nella vita, Pugi prima di essere scrittore è stato ispettore capo della Polizia Penitenziaria. Mi capita sempre più spesso di incontrare nuovi autori, non solo italiani, estranei agli schemi tradizionali della letteratura che abbiamo conosciuto fino al Novecento, ovvero per capirci “scrittori di professione” o comunque appartenenti a quella sfera intellettuale che circoscriveva gli intellettuali professionisti distinguendoli dalle occasionali fortune di autori provenienti “dalla strada”. Forse, qualcosa sta mutando nella produzione letteraria, e credo in meglio.

La citazione di Einstein in apertura de L’Origine del Male può dare la sensazione di un’ambizione morale da luogo comune: “Il mondo è un posto pericoloso, non a causa di quelli che fanno del male, ma a causa di coloro che guardano senza fare niente”.  Strada facendo, lungo le 368 pagine che racchiudono la storia, si comprenderà meglio il suo significato fuori dal luogo comune, nell’incontro con il procuratore Elena Banti chiamata dal procuratore capo di Roma a coordinare il pool nazionale di tre magistrati voluto dal capo del Governo in persona per contrastare i femminicidi: “Gli ultimi rapporti ufficiali parlavano di centosettantanove femminicidi compiuti in tutta Italia, e non tenevano conto delle altre tipologie di comportamenti che il reato di stalking prevedeva”.
La storia si svolge, dunque, ai tempi nostri. Ma non ha niente della cronaca. Si svolge in Toscana, nell’isola di S’Andrea, facilmente riconducibile all’isola d’Elba. E’ un aspetto prezioso quello delle radici che non costituiscono un limite dell’ambientazione, quanto invece un presente, costante, sottofondo che rende la falsa realtà del romanzo un panorama identificabile nella sua reale unicità di colori, di suoni e rumori.
Il commento, casomai, che sorge via via spontaneo durante la lettura è l’imbarazzo a distinguere il mondo reale dal mondo fantastico, di fronte alle vittime di un serial killer spietato che non susciterebbe meraviglia se ne ricevessimo notizia in un telegiornale. Ciò nonostante, la giovane donna massacrata che spinge il procuratore Elena Banti a trasferire la sua squadra nell’isola sarebbe uno snodo del romanzo troppo banale, se dietro non ci fosse un mistero che non risparmia nessuno. E’ qui che entra la penna dell’autore muovendo la pagina di schizzi inizialmente incomprensibili e mano mano pregevolmente capaci di insinuare nel lettore dubbi che s’incrociano a ritroso nell’arco di quasi un terzo di secolo.
I massacri proseguono. E così pure una silenziosa macerazione, intimamente custodita e sofferta, della quale vedremo la luce solo alla fine. Anche in coloro che “guardano” e stanno dalla parte opposta rispetto a coloro che “non fanno niente” per impedire il male, il passato può pesare come un blocco di marmo, può portare involontariamente una responsabilità grande anche senza patirne la colpa. Vissuto personale e tragica allegoria della mente malata dialogano a distanza, così che la movimentazione della storia depura i Buoni di ogni eroismo, rendendo umana la loro fragilità ma non per questo un ostacolo a compiere il proprio dovere.
L’Origine del Male, quindi, è un libro giallo ben composto ed equilibrato. Considerando il fuoco della narrazione, cioè il femminicidio, lo stalking, la violenza contro le donne, merita segnalare una qualità non scontata: non è un romanzo saccente, dove il narratore tende a far mostra di sé, di ciò che sa o crede di sapere, che cade nella vanità di intromettersi tra i personaggi, sussiegoso e irritante.
Un interessante, e ovviamente piacevole, giallo che entra a pieno titolo nel catalogo dei migliori scrittori gialli italiani contemporanei.

A.B.

 

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